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    Coronavirus: l’importanza della prevenzione

    Coronavirus: l’importanza della prevenzione

    E se invece di pensare solo a eliminare o rendere innocuo il virus, ci impegnassimo anche a migliorare le capacità del nostro organismo di affrontarlo e combatterlo?
    I consigli del dottor Stefano Restani, consulente delle Terme di Cervia, specializzato in Dermatologia e Venereologia, esperto in Alimentazione ed Educazione alla Salute

     

    I fatti drammatici che si sono verificati e si stanno verificando a causa della diffusione del Coronavirus Covid-19 possono essere un’occasione per comprendere alcuni concetti di grande importanza:

    Vaccino
    A livello scientifico siamo ancora impreparati di fronte all’attacco di nuovi virus, visto che solo un vaccino ben preparato (la cui realizzazione e sperimentazione richiede molto tempo) può essere lo strumento che fa la differenza. Basti pensare ad esempio ai “miracoli” fatti dall’antipolio e dall’antitetanica.

    Farmaci antivirali
    Anche in questo ambito si sono fatti passi avanti, ma c’è ancora molta strada da percorrere. Allo stato attuale non possiamo dire di avere farmaci in grado di uccidere i virus di fronte a fenomeni pandemici acuti, come invece gli antibiotici sanno fare nei confronti dei batteri in corso di infezioni batteriche acute.

    Farmaci antinfiammatori
    Questi farmaci, che contrastano la cascata infiammatoria che fa seguito all’infezione virale, hanno mostrato di avere una buona utilità. Non uccidono il virus, ma aiutano l’organismo ad abbassare l’enorme risposta infiammatoria che diventa essa stessa pericolosa, non arginabile e capace di provocare danni enormi, in alcuni casi anche la morte del paziente.

    Isolamento
    Tra le misure preventive in grado di abbassare il rischio del contagio ritengo che l’unica davvero efficace sia l’isolamento che stiamo gestendo con sacrificio, ma che diventa indispensabile soprattutto quando non si hanno a disposizione strutture, trattamenti e risorse umane adeguati (posti letto di terapia intensiva, strumentazione, farmaci, medici, infermieri ecc.). Gli “eroi” che stiamo ringraziando ogni giorno sono tali non tanto per qualità professionale (questa esisteva a prescindere), quanto perché mandati al fronte a combattere con il moschetto un nemico armato di fucili mitragliatori, una lotta impari quindi.

    A questo punto si deve cambiare il punto di vista, la prospettiva: se invece di pensare solo a uccidere o rendere innocuo il virus, pensassimo anche a migliorare le capacità del nostro organismo di affrontarlo e combatterlo? 

    Da parte degli autorevoli scienziati che ci hanno parlato (e ci stanno parlando) tramite i mezzi di comunicazione non ho sentito molto sviluppare questa tema. 

    Vorrei inoltre far notare che sia a mezzo stampa, sia a livello di dati statistici, è interessante e non affatto trascurabile il numero delle persone anziane, anche over 90, che ha superato l’infezione. Fortuna? Cure ben eseguite? 

    Prenderei in esame altre due variabili: la costituzione ereditaria e la buona condizione dell’organismo, capace di reagire in maniera corretta,  nonostante l’età, all’attacco virale.

     

    COSTITUZIONE EREDITARIA

    La costituzione ereditaria riguarda il fatto che alcuni soggetti risultino più resistenti di altri nei confronti delle infezioni, probabilmente per uno stato estremamente efficiente del loro sistema immunitario, verosimilmente ereditato dai propri genitori/antenati.

    CONDIZIONE DELL’ORGANISMO

    Il concetto di terreno (inteso come stato di reale benessere dell’individuo) è fondamentale, e fu enunciato da un grande della fisiologia nel XIX secolo, Claude Bernard, professore alla Sorbona e membro della Academy of Science, che disse: “il terreno è tutto, il microbo è nulla”, dove col termine “microbo” si intende qualsiasi agente patogeno (batteri, virus ecc.).
    Cosa significa questa frase? Che il danno che un virus (ad esempio il Coronavirus) è in grado di provocare è proporzionale al terreno (la persona che viene infettata) che incontrerà: una persona in “reale” buono stato di salute reagirà in maniera appropriata e il danno sarà modesto, una persona con uno stato di salute compromesso subirà i danni maggiori.
    L’aver virgolettato l’aggettivo “reale” vuol significare che non possiamo basarci solo sull’assenza di malattie note in atto per affermare con certezza che una persona è sana. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità : “La salute è uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale dell’uomo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale e non la sola assenza di malattia”.


    Mi concentrerò sui primi due tipi di benessere, lascio ad altri, ben più competenti di me, l’occuparsi del benessere sociale:

    BENESSERE PSICHICO

    Una società che chiede costantemente elevati livelli di performance, conseguentemente crea stress di vario tipo, aumentando il rischio di minare il benessere psichico delle persone. La caduta della visione cartesiana “corpo separato dalla mente” e l’avvento di visioni ben più allargate, come quella psico-neuro-endocrino-immunologica (PNEI) ci hanno fatto comprendere che la complessa rete che tutto collega nel corpo è sensibile a tantissimi stimoli, e che se uno dei quattro settori sopracitati non è in equilibrio, prima o poi anche altri settori rischieranno di venire compromessi. Il medico oggi deve essere consapevole di questi cambi di paradigma, e trasmettere al paziente quali strumenti basilari utilizzare per cercare di consentirgli un percorso di “de-stress” , ovvero come “sbarazzarsi” dello stress.

    In questo senso abbiamo una letteratura scientifica sempre più convincente sugli effetti estremamente positivi del soggiorno in ambiente termale per ottenere un effetto de-stressante. La variazione dei livelli di ormoni come il cortisolo, tipico “ormone dello stress”, durante un soggiorno alle terme ci mostra che l’effetto è misurabile e tangibile. Nello specifico, le sostanze (minerali, gas, sostanza organica) contenute nell’acqua e nel fango delle Terme di Cervia hanno comprovati effetti antinfiammatori. L’ambiente termale oggi andrebbe rivissuto come in epoca romana: un ambiente rigenerante per eccellenza dove cercare di “lavarsi” di dosso lo stress e il logorio della vita moderna. Non più luogo per le classiche, e comunque efficacissime cure termali per questa o quella patologia, bensì luogo dove ritrovare il proprio equilibrio e potente mezzo di rigenerazione psichica.


    BENESSERE FISICO

    Il benessere fisico deve partire dall’ABC, dallo stile di vita, ovvero:

    • corretta alimentazione
      il cibo deve essere di elevata qualità (biodinamico o biologico) per non rischiare di apportare troppe sostanze inquinanti. Sono inoltre molto importanti i sistemi di cottura (a vapore, per esempio, o altri metodi che cerchino di non far alzare la temperatura oltre i 120° C) che possono ottenere interessantissimi risultati a livello di impatto sulla salute.
      Dobbiamo cercare di
      nutrire nel senso vero del termine e non solo «contare» le calorie, e se sussiste il timore di non riuscire a ricavare dall’alimentazione un corretto quantitativo di micronutrienti (vitamine, sali minerali, ecc.) nulla vieta, anzi diventa indispensabile, ricorrere all’utilizzo dei cosiddetti “integratori”, che andranno utilizzati come farmaci (ma in genere senza alcun effetto collaterale) sulla base di un’evidente letteratura scientifica che ne attesti l’efficacia e l’utilità.
      Di seguito le sostanze per le quali sono note le proprietà di stimolare le difese immunitarie nei confronti delle infezioni virali: vitamina D, vitamina C, lisozima, lattoferrina, resveratrolo, beta-glucani.
    • salute dell’intestino
      non trascurare di occuparsi del microbiota sia attraverso la corretta alimentazione, sia utilizzando al bisogno prebiotici e probiotici
    • contenere lo stress ossidativo
      attraverso l’utilizzo di sostanze antiossidanti
    • disintossicare l’organismo
      fegato soprattutto
    • valutare lo stato infiammatorio
      anche in assenza di patologie conclamate
    • attività fisica
      vista come prescrizione medica
    • rispettare il ritmo circadiano sol-lunare
      dormire un congruo numero di ore

     

    Mettendo in pratica tutti o il maggior numero di questi consigli e atteggiamenti renderemo l’organismo sicuramente più pronto a reggere all’impatto di attacchi esterni da parte di agenti patogeni (virus, batteri) e, nel caso di infezioni, i danni saranno limitati a pochi e leggeri sintomi, indipendentemente dall’età del paziente.

    dott. Stefano Restani

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